Presentazione

Per una nuova antropologia del personaggio: persistenze del realismo e del modernismo (1945-oggi)


Descrizione del Progetto di Ricerca

Dopo la frattura del modernismo, la narrativa europea del secondo dopoguerra sembra tornare al personaggio tradizionale. Con gli anni Sessanta, però, emergono di nuovo sospetto e discredito verso una nozione accusata di antropomorfismo, veteroumanesimo e ingenuità. Sia la teoria strutturalista sia la scrittura dei nouveaux romanciers sembrano volersi liberare di una categoria percepita come logora. La cultura postmoderna ribadirà questa tendenza, consentendo al personaggio di sopravvivere solo come funzione testuale senza profondità o complessità interiore. Con gli anni Sessanta, al personaggio-uomo (Debenedetti) si sostituiscono il personaggio-particella e un personaggio che sembra indossare di nuovo la tradizionale maschera antropomorfica. Alcune nozioni che avevano caratterizzato lo statuto del personaggio sembrano oramai inattuali: dalla caratterizzazione fisionomica e psicologica alla nominazione attraverso nome e cognome, dall’indicazione della posizione sociale e lavorativa fino a caratteristiche che ne avevano determinato in modo perspicuo l’intera individualità narrativa (il ruolo attivo nella trama, la coerenza delle motivazioni interiori, l’importanza del sistema dei personaggi). Tuttavia, in questi stessi anni, due linee meno appariscenti garantiscono la tenuta del personaggio, nella prassi narrativa più ancora che nella teoria: una di tradizione realistica, non necessariamente sbilanciata verso la letteratura di consumo; un’altra di tradizione modernista, che fa da controcanto all’egemonia postmoderna. Negli ultimi anni, poi, la crisi del personaggio sembra essere stata archiviata, e a questa figura è stata riservata una nuova centralità nella pratica letteraria e nella ricerca critica. Il nostro progetto intende indagare le nuove forme di vita del personaggio antropomorfico dal secondo dopoguerra sino ai nostri giorni. Si propone di definire gli aspetti di continuità con il passato e quelli di novità, anche in relazione agli sviluppi delle scienze umane (antropologia, sociologia, psicoanalisi) e alle altre arti. A questo scopo, ci serviremo di alcune rubriche critiche dal valore esemplare, per indagare l’identità del personaggio: fra queste, la nominazione; la fisionomia e la caratterizzazione antropomorfica; l’identità di genere; la coerenza psicologica; l’interiorità freudiana o postfreudiana; le trasformazioni dell’identità etica e dianoetica in senso dialogico o solipsistico; la deterritorializzazione o riterritorializzazione degli spazi narrativi; la temporalità; il destino o la sua assenza; la prevalenza di un’ identità idem o ipse (Ricoeur); la relazione fra l’identità e la scrittura narrativa.
Le categorie di analisi appena definite verranno messe alla prova su alcuni dei testi narrativi più importanti e rappresentativi delle maggiori letterature occidentali della seconda metà del Novecento, in particolare delle aree linguistiche italiana, francese, spagnola, portoghese, tedesca, inglese e russa.

Stato dell’arte
Il personaggio torna al centro dell’attenzione critica dagli anni Ottanta. Un primo recupero è quello di Ricoeur: in contrasto con la coeva narratologia, Temps et récit (1983) rende di nuovo determinante questa nozione; ancora più esplicito è Soi-même comme un autre (1990), che interpreta l’identità come un effetto della narrazione. In seguito, Jouve, (L’effet-personnage dans le roman, 1992) libera la narratologia dall’ipoteca anti-antropomorfica, in una prospettiva interdisciplinare; mentre Pavel (Fictional Worlds, 2003) afferma la centralità degli enti di invenzione nei mondi possibili. Deleuze e Guattari (Qu’est-ce que la philosophie?, 1991) recuperano la questione del personaggio al dibattito filosofico. Anche Fludernik (Towards a Natural Narratology, 1996) insiste sul peso del personaggio nell’esperienza della lettura. In Italia, sono stati soprattutto Stara (L’avventura del personaggio, 2004) e Testa (Eroi e figuranti, 2009) a rilanciare il discorso critico a questo proposito.

Innovatività del progetto
Fra le nozioni elaborate dalla teoria del romanzo a partire dal primo Novecento (James, Lukács, Bachtin), quella di personaggio è rimasta una delle meno indagate. Dopo le liquidazioni a cui formalismo, strutturalismo e narratologia hanno sottoposto la nozione, la ripresa teorica successiva ha continuato a mancare di una considerazione sistematica degli spazi e dello statuto del personaggio narrativo, soprattutto per il secondo Novecento. La nostra indagine riguarderà le linee del realismo e del modernismo, concorrenti rispetto a quelle che avevano decretato il declino del personaggio. Essa consentirà di mutare il quadro storiografico della questione, individuando le origini dell’attuale fortuna di questa figura. Potremo così gettare le basi per la definizione di una nuova antropologia del personaggio narrativo contemporaneo, integrando in una prospettiva interdisciplinare la considerazione attenta delle novità proposte dai romanzi delle maggiori letterature europee.

Obiettivi del progetto e risultati attesi
Primo scopo della ricerca sarà ridefinire con maggiore chiarezza la categoria teorico-critica di personaggio e le sue varietà tipologiche nella narrativa del secondo Novecento. Solo il confronto fra le competenze specifiche di studiosi di diverse aree potrà consentire di delineare un quadro storico generale. Una griglia comune di ricerca consentirà una comparazione efficace fra i vari ambiti nazionali e la loro adeguata integrazione. Si potranno così porre le basi per costituire una prima anagrafe del personaggio narrativo contemporaneo, basata su alcune rubriche-chiave. I risultati saranno discussi e presentati in un ciclo di seminari interdisciplinari (I anno), in un convegno internazionale (II anno), in una congrua serie di saggi e pubblicazioni. L’attività di ricerca sarà collegata all’attività didattica, con l’organizzazione di corsi triennali e magistrali sul tema del personaggio. Il coinvolgimento degli studenti sarà garantito dall’istituzione di gruppi di lettura e di analisi.